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Ma come è nata questa antica comunità?
Dove affonda le sue origini Santa Maria La Longa?

Ha tentato una ricostruzione storica qualche anno fa Gennaro Coretti in un libro che affronta organicamente tutti gli aspetti del paese della sua storia e della sua cultura. Il primo documento in cui si fa cenno alla comunità di Santa Maria La Longa e all’attuale Mereto di Capitolo, racconta Coretti nel volume, appare la denominazione di “villa sclavorum” che si ricollega al ripopolamento forzato delle terre friulane devastate dall'invasione degli Ungheri. La pergamena è datata 13 luglio 1031 e consiste in una denominazione fatta dal patriarca Poppone al Capitolo di Aquileia in cui si elencano dettagliatamente le località di questa zona fra cui appunto la villa sclavorum. Con la denominazione villa si indicavano i nuclei abitati, da cui la denominazione di villaggi i quali dipendono insieme da un unico feudatario. In un atto successivo si legge per la prima volta in nome che porterà poi per sempre il paese: "La Villa de Sancta Maria" si trova per la prima volta nel rotolo censuale del Capitolo di Aquileia che si presume sia stato scritto verso il 1201, ma doveva esistere già verso il 1150, perché questo rotolo è una copia di documento più antico in cui si nominano le località appartenute al Patriarcato dal 1031 a 1176. Nel 1277 per la prima volta compare l'attribuzione completa del nome dell'attuale capoluogo 'Villa Santa Maria Longa" dal quale si può dedurre che il termine "longa" stia per "lonca", ossia il nome dato dagli slavi a questa zona e che deriva dallo slovena "lòka" che ha anche il signifi­cato di "prato". Coretti continua poi ipotizzando che "sebbene latente, può sussistere l'ipotesi che la comunità di Santa Maria la Longa possa vantare un'origine antecedente al mille, collocabile all'incirca tra l'ottavo e il nono secolo". Altre tracce del ripopolamento slavo sono ben evidenti nella storia topografica della località: "Come Il ricorrente toponimo di Zumpic che, similmente, si ritrova anche presso Trivignano oppure a nord di Udine con le varianti di Zompicchia, Zompitta ecc.". Ancora, poiché quelle erano zone molto ricche da un punto di vista boschivo, “tra il borgo di sopra e quello di sotto della villa sclavorum c’era un boschetto e si dice che gli slavi chiamassero la piccola chiesa del borgo di sopra 'Zeta Maria na logu' e cioè 'Santa Maria del bosco' che poi venne mal tradotta in longa”.  

Pro Loco CINC STELIS
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